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Olanda e Belgio: tra canali, mattoni rossi e un po’ di vento

Carmine Dorati 2 mesi fa 4 minuti di lettura

Mettere insieme Olanda e Belgio in una settimana non è una corsa contro il tempo, ma un’esperienza di viaggio che permette di fare il pieno di momenti indimenticabili. Già da quando l’aereo si avvicina a toccare terra in Olanda, ti rendi conto che stai per esplorare una terra diversa, dinamica, che per tanti secoli ha costretto l’uomo a una lotta appassionata e difficile per governare l’acqua.

Il primo impatto con Amsterdam ? Non si tratta della solita cartolina o della città stereotipata di cui tanto si parla: la capitale olandese è irriducibile a una definizione unica, si presenta ricca di tante sfumature diverse e si sviluppa secondo una logica tutta sua: difficile da spiegare se non l’hai visitata, anche solo per qualche giorno. Ci si rende subito conto che, sulle strade, la gerarchia è diversa: prima le bici, poi i pedoni, poi forse le auto.

Piazza Dam è il centro più noto del tessuto cittadino, ma è nei dettagli che trovi la storia e l’essenza del luogo. Pensiamo al quartiere del Begijnhof, un cortile nascosto che sembra un segreto da custodire quasi gelosamente, o alla Casa di Anna Frank vista dall'esterno, che ci ricorda quanto la storia possa essere stata così intensa e drammatica. Poi ci sono i canali, i più celebri: Prinsengracht, Leidsegracht e Herengracht. Nel Seicento, durante il Secolo d'Oro, i mercanti facevano a gara a chi costruiva la casa più stretta e alta per pagare meno tasse. È un'architettura nata dalle esigenze del portafoglio, eppure oggi è Patrimonio Unesco. Dopo cena, una passeggiata a Leidseplein ti fa capire dove va la gente a divertirsi davvero, non lesinando sulle pinte di birra.

Fuori città: il verde e i mulini

Poi si esce dai soliti giri urbani. Si percorrono circa 130 km per vedere quella che molti chiamano "la vera Olanda", anche se è una definizione che non spiega in maniera eloquente quello che si vede. Marken è un posto particolare. È un'isoletta legata alla terraferma da una diga. Le case sono di legno, dipinte di verde con le rifiniture bianche. Sembrano quasi costruzioni in miniatura, ma ci vive gente che, per tradizione e per dna, ha imparato ad addomesticare la furia delle acque.

A Volendam, invece, l'atmosfera è quella del porto. C’è confusione, c’è odore di pesce e si vedono i costumi tipici. È un po’ turistico? Probabile. Ma mangiare un panino con le aringhe guardando le barche ormeggiate è una di quelle cose che devi fare se sei qui. Poi c’è Edam. Oltre al formaggio che conosciamo tutti, è una cittadina con ponti levatoi che sembrano usciti da un film. Chiudiamo la giornata a Zaandijk: qui i mulini a vento girano davvero e la fabbrica di zoccoli ti fa capire come si viveva prima dell’avvento della plastica. Assaggiamo i prodotti locali – che sanno di latte buono e tradizioni ancora in parte vive – e torniamo in hotel.

Il Belgio: Anversa e la capitale

Il quarto giorno si cambia nazione. Si va verso il Belgio, direzione Anversa. È una città d'arte sulla Schelda che sorprende sin da subito. La Grote Markt ha dei palazzi che sembrano decorati con l'oro zecchino e il Municipio è imponente. Passiamo davanti alla Cattedrale di Nostra Signora e alla casa di Rubens, poi dritti verso Bruxelles.

Bruxelles è una città complicata, piena di contrasti. C'è il quartiere del Parlamento Europeo, che è tutto vetro e uffici, e poi c'è il centro storico che è un gioiello. La Grand Place è un colpo d'occhio pazzesco, forse una delle piazze più rifinite d'Europa. Si tratta, senza dubbio, di uno dei momenti più alti di un viaggio in Belgio Vediamo l’Atomium, l’Arco di Trionfo e poi il Manneken Pis, che è piccolo, quasi buffo e irriverente, ma è il simbolo forse più vivo e noto della città. Dopo una degustazione di cioccolato e prodotti tipici, ceniamo in un ristorante locale. La serata si chiude con un'altra passeggiata alla Grand Place: di notte, senza la folla del pomeriggio, ha tutto un altro sapore.

Le Fiandre: Bruges e Gand

Il quinto giorno è quello dedicato alla malinconia che si vive attraversando una regione speciale. Le Fiandre sono una regione che ha un carattere tutto suo. Bruges è una cittadina medievale che sembra non aver mai sentito parlare di cemento armato. Il centro è Patrimonio Unesco e si gira a piedi o lungo i canali. Nobili palazzi, chiese che sembrano fortezze e un silenzio che ad Amsterdam non trovi quasi mai.

Nel pomeriggio ci spostiamo a Gand. È più verace, meno patinata di Bruges. La Cattedrale di Sint Baafs custodisce tesori incredibili, ma è la struttura della città a colpirti: i palazzi delle corporazioni sul Graslei mostrano chiaramente quanto contassero i commercianti da queste parti. Il Castello dei Conti di Fiandra visto da fuori fa un certo effetto: è solido, scuro, massiccio. Ceniamo di nuovo a Bruxelles, magari provando un piatto di cozze e patatine, che qui sono una religione.

Il finale a Rotterdam

L’ultimo giorno risaliamo verso nord, ma prima di lasciare tutto facciamo tappa a Rotterdam. Qui dimenticate il Medioevo. Rotterdam è stata rasa al suolo durante la guerra e l’hanno ricostruita guardando verso il futuro. La stazione centrale è un pezzo di design, le case cubiche di Piet Blom ti fanno venire il mal di testa solo a guardarle e il mercato coperto è un'esplosione di colori e cibo da tutto il mondo. È una città che corre a ritmi forsennati

Si punta poi verso l'aeroporto di Amsterdam per il volo di rientro. Sei giorni intensi, due paesi che si somigliano, ma che hanno caratteri opposti. Cosa porti a casa alla fine di un viaggio del genere? Ti porti a casa il rumore del vento nei mulini e il gusto della birra belga. Forse, la voglia di tornare. E tanto, tanto altro ancora.

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